Ero un giovane consigliere comunale del MSI nel 1980 e come i miei colleghi ci domandavamo cosa si può cambiare un comune per i soldi delle tasse che introita?. Illusioni di un 24 enne?. No accanto a noi anche quelli di molti altri partiti pensavano a come utilizzare i soldi per cambiare la vita dei comuni e delle città. Chi pensava alle case popolari, chi alle biblioteche, chi alle zone industriali, chi al turismo.
Oggi tranne per gli stesori dei programmi che di solito non fanno politica diretta ma dirigono chi "deve" far carriera questi pensieri sono cambiati e quasi nessuno si preoccupa di cosa debba fare l'amministrazione di una città.
I problemi sono le carriere dell'assessore o dell'amico di partito che deve guidare la "partecipata" x per assumere gigi che ha procurato 50 voti o impedire al compagno di partito, gigetto che dovrebbe aver fatto il suo tempo. Ovviamente le regole principali della campagna elettorale non sono cambiate. Nel gioco delle parti i comunisti mangiano ancora i bambini ( chissà con che salsa) e i "fascisti" bisogna attaccarli a testa in giù.
Poi tutti a mangiare nelle partecipate d'Italia affinché la casta sia libera e sovrana. Ovviamente essendo tutti buoni, preparano o fanno preparare nell'area (di competenza), cooperative di amici ed aziende pronte ad a far assumere chi rimane a casa. Così oltre a guadagnare la prima fila di emolumenti e vitalizi, fanno guadagnare anche sul lavoro sfruttato degli stessi che li hanno votati. I migliori nella struttura dello Stato o dei comuni a cifre fin troppo piene, gli altri accettino le briciole.
Penso ci sia un po di differenza tra i pensieri dei vecchi comunisti, dei vecchi socialisti, di qualche democristiano, di noi giovani (di allora) missini e la gli intoccabili del giorno d'oggi.
Nello Alessio Responsabile Politico
Movimento Difesa Sociale

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