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sabato 13 febbraio 2021

Perdita della Sovranità

 

 

In una alleanza tra Stati ogni Stato porta la sua esperienza e capacità senza rinunciare ad esse. Nella UE l'Italia accetta supinamente tutto quanto è contro la sua Sovranità, la sua economia, i suoi bisogni sociali; più che far parte di una Alleanza tra Stati sembrerebbe che il nostro Stato sia un Protettorato della UE.

 La perdita reale della sovranità l'abbiamo sperimentata in occasione delle quote latte del 1987, nei rapporti economici con i diktat sui bilanci del nostro Stato. Non dobbiamo dimenticare che i tagli imposti dall'Europa nel comparto sanitario e ospedaliero, li stiamo pagando con migliaia di morti in più in questa pandemia. Oltre ai morti, questo Protettorato lo  stiamo sperimentando concretamente, non producendo noi il vaccino  contro il Covid nella qualità e nelle quantità che vogliamo. Meglio ricordare che i vaccini in determinati momenti erano interesse e priorità degli Stati stessi e non monopoli di qualche ditta privata. Il problema principale è la condizione con cui il nostro Stato fa parte di questa "alleanza economica", un'alleanza che stiamo pagando in comparti economici molto importanti a iniziare dalla moneta, passando per poi passare all'agricoltura dove la nostra frutta ed il nostro olio devono cedere il passo ad accordi antiitaliani. Da Grillo ai Sovranisti della Lega, dai Patrioti di Fratelli d'Italia tutti si sono "adoperati" per raccogliere i voti degli "Italiani liberi". Nessuno però si è dato da fare per permettere agli Italiani stessi di esprimersi contro o a favore della UE. Per farlo occorre modificare o togliere l'art. 75 della Costituzione che vieta i referendum contro le leggi fiscali e i Trattati Internazionali. Non c'e' che dire una bella massa di ruffiani.

Nello Alessio Movimento Difesa Sociale

sabato 20 giugno 2020

Per uscire da questa Europa


Articolo 75

E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Tanti italiani sono convinti che questa Europa di certo non fa bene per l'Italia, non perché qualcuno sia meglio o peggiore, semplicemente perché adottiamo strumenti economici e politici troppo diversi. Su questo campo in troppi hanno preso in giro gli Italiani che privi di nozioni Costituzionale si sono affidati prima ai 5 Stelle e poi ad una serie di improvvisati Costituzionalisti. Mettiamo in chiaro che la Costituzione italiana non dà al proprio popolo di decidere sulle leggi fiscali, sui trattati internazionali. Quindi Costituzionalmente la ratifica del Trattato di Lisbona, votato quasi all'unanimità dal Governo Berlusconi non può essere oggetto di Referendum. Cosa si può fare?

1) La prima soluzione è politica ma non mi sembra che esista una maggioranza chiara e coerente per uscire dall'Europa.

2) La seconda è un misto di iniziative politico/giuridiche. Occorre fare un primo referendum Costituzionale per abrogare o modificare in parte l'art. 75 della Costituzione, tra l'altro non sarebbe male togliere anche il divieto di referendum sulle leggi tributarie e di bilancio. Una volta creato lo strumento per il referendum "per la libertà", da li sarà possibile chiedere il referendum per l'uscita dell'Italia dalla UE.

                                                                                                                                                            




lunedì 9 dicembre 2019

Europa il problema

Siamo sicuramente in una fase storica particolare, fase priva di idee chiare e uomini decisi. Di Europa siamo cresciuti quasi tutti. In molti pero' si sono dimenticati del come costruire uno Stato che in realtà non c'è. La "perdita" delle nostre Sovranità, non e uguale in nessun Stato aderente a riprova che i vari trattati hanno agito più da norme (vessatorie) individuali che da norme propulsive e propositive verso un nuovo Stato.
Malgrado questo nessuno (pur sapendo) e' intervenuto a rettificare la "cadenza" di questa marcia suicida.
Abbiamo la ricchezza europea prodotta, nella mani e nelle indicazioni private di miliardari, di club economici privati, il tutto nel perfetto silenzio della politica. Mi spiego non e' che non vi sia opposizione, si tratta però di opposizione di comodo e ben lontana dal collocare le azioni nei tempi e nei modi giusti.
O si crea lo Stato Europeo con fisco e leggi uniche o si distrugge questo mostro economico nelle mani di chi per legge, non risponde di quello che fa. Gli attuali oppositori sembrano più impegnati ad aumentare la popolarità che a fare vera opposizione.
Nello Alessio
Difesa Sociale


Si ritorna ...........

  Si ritorna nell'agone politico, malgrado l'età e grazie al superamento di problemi di salute personale. Si ritorna perché l'ip...